C’è anche Dante in bicicletta, con la scritta in tedesco “Questo è il miglior ritratto di Dante inviato a Beatrice”, e datato 1899. E poi c’è un Dante irredentista e uno assai irriverente che promuove le terme di Montecatini. Sono tanti “i Dante” in mostra a Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco di Moimacco, che potrete conoscere all’interno delle 258 cartoline postali con soggetto il sommo poeta.
Fino al 7 novembre, si potranno guardare (sorridendo), all’interno della seicentesca villa diventata fondazione nel 1971, “Dante in cartolina. Cartoline postali della collezione di Nicolò de Claricini Dornpacher”, a cura di Emanuela Accornero, esposizione in accordo con il Comitato nazionale “Dante 2021”.
Gli anniversari in questo caso sono due: i settecento anni dalla morte dell’Alighieri e i cinquant’anni dalla nascita della Fondazione de Claricini.
«Abbiamo trovato questo album di cartoline nella camera di Nicolò», racconta la curatrice, che con grande attenzione, da tempo, si occupa di inventariare il patrimonio di oggetti e carte contenuto a palazzo. Uno scrigno di sorprendenti meraviglie se si pensa che da un cassetto dedicato alla moglie Teresa Thurner (1857-1933) in camera del marito Nicolò (1864-1946) sono usciti, a effetto sorpresa: «una rosa secca, un biglietto per uno spettacolo teatrale, e l’album di cartoline postali che abbiamo esposto in mostra».
Quest’ultime sono databili dal 1849 al 1941, e sono lo strumento di marketing antelitteram nella promozione di un messaggio assai vario, che utilizza come veicolo la vita, la fortuna di Dante, e il suo noto viso. A volte i significati vanno decrittati con il momento storico; a volte sono la pubblicità di luoghi di villeggiatura. Sono temi davvero curiosi che raccontano il clima sociale del tempo. Ma perché questa densa devozione all’argomento?
Il filo rosso è d’eccezione, e bisogna retrocedere di cinquecento anni. Nel 1466, Nicolò de Claricini Dornpacher, giurista e letterato, nel suo palazzo a Cividale, ricopia e commenta la Commedia in un manoscritto miniato, noto come “codice de Claricini” e conservato alla biblioteca civica di Padova.
«È l’unica trascrizione della Commedia realizzata sicuramente in Friuli – spiega ancora Emanuela Accornero –, ed è per questo che cinque secoli dopo, il discendente, pure omonimo, coltiva con passione il tema e contribuisce a Padova, dove viveva, alla diffusione della cultura dantesca».
Un collezionista monotematico e colto, grazie alla cui passione noi ci intratteniamo ora volentieri davanti alle varie declinazioni del soggetto in questione. Emergono i ritratti, le statue, la casa, la tomba e il cenotafio, la Commedia e Beatrice e la Vita Nuova, l’esilio, la grotta di Dante a Tolmino, Giotto e il Giudizio Universale, Virgilio, e poi… c’è un Dante inedito e ironico, che offre brillanti suggestioni culturali.
“Dante in cartolina. Cartoline postali della collezione di Nicolò de Claricini Dornpacher” è visitabile fino all’8 novembre. Poi passerà a Pordenone, al centro culturale A. Zanussi, dove resterà dal 13 novembre all’8 gennaio 2022.
Tutte le info sul sito della villa de Claricini.

Autore: Elena Commessatti

Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it, 24 lug 2021