* Giovedì 23 giugno 2022,

– ore 07,20 incontro dei partecipanti presso la Stazione FFSS e partenza per Venezia col treno delle 7,37 (arr. 8,59).
I biglietti devono essere acquistati direttamente dai partecipanti. ore 09,30 imbarco sul motoscafo privato, incontro con la guida che sarà con noi tutto il giorno e partenza per Torcello; arrivo dopo circa 40 minuti e visita ai principali monumenti.

Torcello, oggi, è un’isola di orti ed è abitata solo da poche decine di persone, ma 1500 anni fa fu la culla dell’intera civiltà veneziana: nell’anno 638 il vescovo cattolico di Altino, all’epoca la principale città romana della zona, sotto la pressione dell’invasione delle orde barbare si trasferì a Torcello con buona parte della popolazione altinate dando così vita al primo grande insediamento lagunare. Torcello ebbe il suo maggiore sviluppo tra i secoli VII e X, giungendo ad avere 20.000 abitanti, grazie alla floridità del suo commercio. Nel corso dei secoli successivi andò progressivamente perdendo la sua importanza, essendo ormai tutte le principali attività produttive accentrate nella vicina Venezia. Dei numerosi palazzi nobiliari, delle varie chiese e dei monasteri che un tempo affollavano l’isola, oggi restano superstiti solo pochi monumenti. Tra questi lo straordinario complesso monumentale costituito dalla cattedrale di Santa Maria Assunta (fondata nel 639), con i suoi mosaici interni bizantino-romanici del XI e XII secolo e con il suo campanile del XI secolo che si staglia imponente a dominare tutta la laguna, e dalla chiesa di santa Fosca (sempre del XI secolo), circondata da un portico a cinque lati su pianta a croce greca.

 – ore 12,30 imbarco e trasferimento a Burano, pranzo di pesce e visita dell’isola.

L’isola di Burano si trova sulla Laguna a nord di Venezia, tra quel gruppo di isole che comprendono Mazzorbo e Torcello.
E’ famosa per le abitazioni colorate con colori sgargianti e contrastanti e per l’antica Scuola del Merletto. Navigando in Laguna si distingue quest’isola per il suo campanile pendente, grazie a ciò i pescatori di ritorno a casa potevano orientarsi con molta facilità. Quest’isola ha circa 5.000 abitanti le cui tradizioni sono legate alla pesca ed al ricamo; nella piazza maggiore, sono situate sia la Scuola che il Museo del merletto. Con la caduta della Serenissima questa attività era pressochè finita però venne ripresa verso la fine dell’ottocento ed è praticata anche ai giorni nostri da anziane signore. Il nome di Burano deriva da una delle porte di Altino ‘”Porta Boreana’”. Si ricordano le chiese di Santa Maria delle Grazie, detta delle Capuccine, ma sconsacrata, e quella parrocchiale di S. Martino Vescovo (XVI°sec.) dal caratteristico campanile storto. La chiesa, al suo interno, insieme ad altre opere di pregio, ospita una “Crocifissione”, opera giovanile di G. B. Tiepolo.
L’isola è nota anche per i Bussolà Buranello, buonissimi biscotti all’uovo, nella loro inconfondibile forma rotonda, o nella altrettanto famosa forma ad Esse,

– ore 15,15 trasferimento a San Francesco del Deserto e visita del complesso monacale con la guida di un frate.

Questa suggestiva isola di grande fascino, vicina a Burano, fu frequentata sin dall’età romana, come testimonia il ritrovamento di alcuni reperti nel sottosuolo, quando era chiamata Isola delle Due Vigne. Nel 1220 Francesco d’Assisi, di ritorno da un viaggio in Oriente, durante il quale aveva incontrato pacificamente il Sultano d’Egitto Malek-el-Kamel, arrivò su una piccola isola di proprietà del nobile veneziano Jacopo Michiel… Francesco era alla ricerca di un luogo tranquillo, dove fermarsi nel silenzio a pregare e riflettere. Qui fu accolto dal canto di una moltitudine di uccelli – come ci racconta il suo biografo san Bonaventura da Bagnoregio – quale miglior luogo per fondare un ricovero dove fosse possibile pregare e meditare in pace, lontani dalla mondanità? Dopo la sua morte, nel 1223, il Michiel donò l’isola ai frati minori perché vi fondassero un convento. Il nome del luogo risale al ‘400, quando l’isola di San Francesco per alcuni anni rimase abbandonata – deserta – a causa dell’insalubrità della laguna; successivamente fu adibita a polveriera dagli Austriaci fino al 1858, quando il terreno venne donato al patriarcato di Venezia che consentì ai frati di rifondarvi il monastero, tuttora attivo.

– ore 17,30 imbarco e partenza per la Stazione Santa Lucia; treni per il ritorno alle 18,15 o 19,01.

Info:
Iscrizioni entro il 13 giugno presso la segreteria della Dante tel. 0434 081249 o 334 2518448 lun. e giov. 16,00-18,00.
Quota di partecipazione 70 € per min 30 partecipanti, da versare all’atto dell’iscrizione.